Dalla link building alla link earning: qualità  al potere

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Da diversi anni, ogni agenzia SEO Milano, Roma, Napoli sostiene la morte della link building vecchio stampo, quella basata sull’acquisizione – o più che altro la creazione – artificiale di link esterni verso le pagine del proprio sito web. Spesso, tali asserzioni si mescolano alla necessità di presentare la propria agenzia come più efficiente e rispettosa delle policy di Google: la link building non è morta, non ancora, sopravvive e, piaccia o meno, continua a portare risultati. D’altra parte, però, sembra che sia davvero solo questione di tempo perché la nuova era della SEO entri nella sua fase più calda. Google perfeziona i suoi strumenti di analisi semantica e Penguin, l’update dell’algoritmo sviluppato per l’analisi dei link, è giunto alla sua versione 4.0. La link building non è morta ma la link earning se la passa decisamente meglio.

Dalla quantità alla qualità

La link earning è il nuovo approccio alla SEO off-page che si configura come una netta evoluzione delle vecchie dinamiche di posizionamento. L’impostazione canonica orientata alla link building e mirata alla conquista di link in maniera spesso indiscriminata cede poco a poco spazio a strategie di digital Pr ‘pulite’, basate sull’obiettivo di generare reale utilità.

Più nello specifico, se con la link building l’obiettivo era quello di creare link, prescindendo dalla qualità dei siti web e dalla qualità del testo che lo contenesse, con la link earning il focus si sposta sulla creazione di relazioni, facilitate dalla produzione di prodotti mediali di concreta utilità.

Nel concreto…

La link building include tutte le strategie orientate all’acquisizione di link quali schemi di link, tecniche di spam su forum e  blog di settore, guest post a pagamento, scambi di link, utilizzo delle directory.

La link earning mostra un modo di agire completamente differente e che si basa sulla scrittura di contenuti utili, completi e validi, interazioni sui social, partecipazione attiva e costruttiva su forum di categoria, creazione di engagement attraverso attività di digital Pr trasparenti e pulite. L’idea di base veicolata da Mountain View è chiara da almeno una decade: i link sono attestati di fiducia, e la fiducia va conquistata.

Un concetto che affonda le basi in quello, ben più antico, di linkbaiting: fu lo stesso Matt Catts a parlare di linkbait con accezione positiva come di un qualcosa capace di catturare l’attenzione (bait in inglese significa ‘esca’). Era ‘solo’ il 2006, oltre 10 anni fa, ma la linea di Google non è mai cambiata e gli strumenti dispiegati da Big G nel corso degli ultimi due lustri si sono decisamente affinati.

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