Green Economy: plastica, riciclaggio ed ecologia – parte 1

Green Economy e Plastica Riciclata

Green Economy: plastica, riciclaggio ed ecologia

Quello della plastica all’interno della Green Economy è sicuramente uno dei temi più dibattuti essendo la plastica uno dei materiali in assoluto più diffusi in tutto il pianeta. Cerchiamo quindi di capire il perchè e soprattutto di capire perchè sembra non sia possibile fare a meno della plastica.

 

Plastica

 

La plastica si ottiene dalla lavorazione del petrolio e, come spesso accade, non si utilizza direttamente il petrolio greggio per produrre granuli di plastica ma prodotti frutto di successivi stadi di raffinazione che, magari, non sarebbero altrimenti utilizzabili. Il processo di raffinazione che dà vita alle componenti della plastica è il cracking.
Essendo quindi la plastica ottenuta dalla raffinazione di “sottoprodotti” del petrolio si comprende il suo basso costo.
Se al basso costo della materia prima si aggiunge la facilità di lavorazione delle materie plastiche, la loro grande versatilità (si possono lavorare per estrusione, stampaggio ad iniezione, calandratura, estrusione e soffiaggio), talune caratteristiche chimico-fisiche (resistenza alla corrosione, agli agenti atmosferici, alle temperature etc…) si può ben comprendere come e perchè le materie plastiche si siano rapidamente diffuse e come e perchè sia abbastanza complicato sostituirle nei processi produttivi.

 

Green Economy: Riciclaggio della Plastica

 

Le materie plastiche non possono essere bruciate negli inceneritori in quanto liberano diossine altamente tossiche. E’ quindi estremamente importante la raccolta differenziata affinchè possano essere opportunamente stoccate e/o riciclate.
Ad oggi sono già molti gli utilizzi della plastica riciclata: si va dalla produzione di fibre poliestere, alla produzione di bottiglie, tubazioni, sacchetti e via dicendo (classificazione SPI) e nuovi utilizzi sono sempre oggetto di studio da parte di tecnici ed imprese della Green Economy (gli Stati Generali della Green Economy ad esempio si occupano proprio di orientare le imprese).
A Vancouver ad esempio, stanno testando l’asfalto in plastica riciclata che garantisce una drastica diminuzione di emissioni nocive per l’ambiente ed è della Commissione Europea uno studio che evidenzia come col riciclo della plastica sia possibile conseguire un risparmio di ben 72 miliardi di euro l’anno. Senza contare che il riciclo garantirebbe un numero di occupati, numero decisamente superiore agli occupati in discariche ed inceneritori, incrementando quindi la crescita di PIL e decrementando la spesa pubblica.
Ma non finisce qui… La Green Economy ed il riciclaggio della plastica hanno ancora molto da dire.
Testo realizzato per Sbamet.it in collaborazione con BioNotizie.com e WiKiPlastic.com

Continuano i saldi invernali: fino al 60% da Pittarello Rosso

Continuano i saldi invernali: fino al 60% da Pittarello Rosso

Nei punti vendita Pittarello Rosso, punto di riferimento in tutta Italia per l’acquisto di scarpe da donna, uomo e bambino, i saldi invernali sono arrivati al 60%, per un pieno di calzature alla moda a prezzi convenienti.

saldi pittarello inverno 2013Padova, 30 gennaio 2013 – Tempo di grandi acquisti a prezzi ancora più ridotti da Pittarello Rosso: le collezioni invernali di scarpe da bambini, donna e uomo sono ora scontate fino al 60%. Un’occasione per aggiungere al proprio guardaroba tanto un paio di scarpe classiche quanto una calzatura particolare per occasioni speciali, sempre al passo con le ultime tendenze.

I saldi Pittarello Rosso (www.pittarellorosso.com) sono partiti in tutta Italia con l’inizio dell’anno nuovo: dal 2 gennaio in Sicilia e Trentino Alto Adige, sono arrivati il 5 nei numerosi punti vendita in Calabria, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Veneto.

Tronchetti, francesine e décolléte i modelli di punta da donna, con varianti cromatiche che vanno dagli intramontabili nero e marrone ai cult dell’inverno: verde, ruggine e blu. Protagonista su tutte le scarpe da uomo l’accostamento fra materiali diversi, dai polacchi scamosciati alle sneakers alte o basse. Vasto anche l’assortimento di mocassini e scarpe classiche, must di ogni stagione. Le sneaker alte sono fra le scarpe per bambini preferite negli store; stile sportivo anche sulle scarpe per bambine con lacci e velcro, affiancate da eleganti ballerine in vernice con fiocchi e dolci dettagli.

Agli ultimi trend in fatto di scarpe classiche tiene testa la vasta scelta di scarpe sportive. Pittarello Rosso è rivenditore ufficiale di marchi internazionali per gli appassionati di sport e fitness, da Nike, Adidas, Puma, Reebok a Lotto, Diadora, New Balance, Asics: le collezioni disponibili sono sia da donna e uomo che da bambina e bambino.

Le collezioni autunno/inverno sono tutte sul sito Pittarello Rosso, dove è anche possibile trovare gli store più vicini per approfittare subito dei saldi al 60% e non lasciarsi scappare i propri modelli preferiti.

Pittarello Rosso è azienda leader nella distribuzione al dettaglio di calzature per donna, uomo e bambino. Una realtà che pone il consumatore al centro di tutto, sempre attenta a elementi quali la qualità, le tendenze, e la varietà e l’offerta di prezzi. L’azienda conta 80 punti vendita in Italia e all’estero. Pittarello Rosso è il luogo ideale dove acquistare calzature a prezzi accessibili senza rinunciare alla qualità del made in Italy e ai marchi più noti.

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Il Gran Sasso e il ghiacciaio del Calderone

Il Gran Sasso e il ghiacciaio del Calderone

In questi ultimi tempi la montagna sta recuperando un fascino che sembrava perduto e il turismo invernale sta riprendendo quota. Le località più gettonate sono sempre quelle del Nord, ma anche il centro tiene bene. Tra le mete preferite si conferma il Gran Sasso. Qui non si viene solo per sciare ma anche per ammirare […]

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Modena e i suoi musei

Modena e i suoi musei

A Modena uno shuttle bus in partenza dal Museo Casa Enzo Ferrari permette di visitare anche il Museo Ferrari di Maranello. Qui si racconta la storia della casa automobilistica e dei suoi successi sportivi, commerciali e di immagine. Cuore dell’esposizione sono naturalmente le circa 40 autovetture, scelte a rotazione tra tutte quelle prodotte dalla Ferrari. […]

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Green Economy: una risorsa per uscire dalla crisi

Crisi e Green Economy

Green Economy: una risorsa per uscire dalla crisi

Lo scopo primo della Green Economy è quello di individuare modelli di sviluppo sostenibile e responsabile (condivise ed attuabili) in grado di creare crescita ed occupazione soprattutto grazie all’utilizzo di fonti di energia rinnovabili e di moderne tecniche di riciclaggio di scarti e rifiuti. Nel Rispetto dell’ambiente e della salute. La Green Economy rappresenta oggi una valida via di uscita dalla crisi in cui le vecchie economie sono costrette a muoversi a tutto vantaggio delle economie emergenti. Gli Stati Generali della Green Economy (Ecomondo) affrontano questi delicati temi e cercano di fornire risposte condivise per una imprenditoria in grado di rinnovarsi all’insegna del GREEN.

Da diversi anni oramai si sente parlare di GREEN: Green Economy, Green Life, Green Style, Green Life e che più GREEN ha, più GREEN mette.

Ma a cosa ci riferiamo esattamente con questi “verdeggianti” termini?
Green Economy (letteralmente economia verde, più propriamente economia ecologica) rappresenta un modello, al momento solo teorico, di sviluppo economico originato da un’analisi del sistema economico che considera oltre ai tradizionali fondamentali (ad esempio il PIL o Prodotto Interno Lordo) anche l’impatto ambientale e quindi i danni che i processi di produzione, siano essi industriali o agricoli, possono arrecare all’ambiente.
Si considera quindi l’intera vita della materia prima (individuazione, estrazione, trasporto, trasformazione/utilizzo, eliminazione/smaltimento), i danni che ogni singola fase di questo ciclo è in grado di causare all’ambiente, danni che si ribaltano (retroazione negativa) sul PIL col risultato di fallo crescere meno di quanto in realtà si pensa o addirittura facendolo decrescere per via del calo che attività strettamente connesse alla qualità ambientale (pesca, agricoltura, turismo. salute pubblica etc.) patiscono.
Un esempio “terra terra” potrebbe essere la differenza tra la coltivazione naturale dei miei pomodori e l’uso di diserbanti e di un concime particolarmente aggressivo per i miei pomodori con i seguenti risultati:
  • avrò sicuramente un incremento del mio PIL personale in quanto produrrò più pomodori che potrò vendere o consumare senza doverne acquistare (segno + per il mio PIL)
  • avrò sfruttato maggiormente le risorse del terreno con la conseguenza che:
    • le capacità nutrizionali del terreno andranno ricostituite (segno – per il mio PIL)
    • avrò introdotto sostanze nocive nel mio corpo che potrebbero causarmi qualche malessere (segno – per il mio PIL)
    • avrò comunque dovuto pagare quel concime aggressivo e quel diserbante (segno – per il mio PIL)
Va da sé che se dispongo di un pezzetto di terra in più per ospitare qualche pianta di pomodoro in più allora, forse, mi conviene che le mie piante vengano su naturalmente visto e considerato che con il sistema intensivo quel che guadagno da una parta lo perdo da un’altra. Sempre che i danni della mia coltivazione intensiva di pomodori siano reversibili nel breve periodo. Pensate in caso di danni irreversibili alla mia salute o al mio terreno poi inutilizzabile?
Lo scopo primario della Green Economy è quindi quello di effettuare queste valutazioni per affinare misure economiche, tecnologiche, civiche e legislative che possano effettivamente ridurre il consumo delle risorse naturali, ridurre i danni ambientali, promuovendo lo sviluppo sostenibile ottenibile grazie all’efficienza energetica, alla riduzione dei gas serra promuovendo un’autentica economia sostenibile a livello mondiale e preferendo l’utilizzo di risorse naturali e l’incremento del riciclaggio.
In quest’ottica è possibile trovare spazi di crescita ulteriore per i PIL nazionali dei vari stati del mondo?
Indubbiamente in un mondo dove viene prodotto, nella normalità e nella più spietata concorrenza, veramente di tutto, occorre individuare “cose nuove” per stimolare consumi e crescita e la Green Economy, sotto questo punto di vista, può rappresentare l’alternativa ultima per un sistema economico al collasso nel quale, ovviamente, la fanno da padrone (e faranno sempre più) le economie emergenti che, grazie ai minori costi del lavoro e del welfare, divengono più competitive e saranno in grado di portare prodotti di largo consumo anche in zone del mondo dove sino ad oggi questi beni erano preclusi per gli elevati costi. Economie emergenti che però non dispongono, solo per il momento beninteso, di know-how sufficientemente avanzato per sviluppare le tecnologie necessarie a far si che un pannello fotovoltaico possa diventare competitivo nella produzione di energia elettrica ad esempio (stesso discorso vale per l’eoloco, il trattamento delle biomasse, l’utilizzo di bio-materiali in bio-edilizia etc etc).
Così come sempre la Green Economy potrebbe essere in grado di occuparsi ad esempio della riqualificazione del territorio sempre più soggetto a veri e propri disastri ambientali. Sappiamo infatti tutti che i danni provocati da alluvioni e frane, trovano un amplificatore nelle nuove condizioni dei terreni o nella manutenzione dei corsi d’acqua. Un’azienda italiana ad esempio, ha da poco brevettato una miscela di sementi di piante adatte alla coltivazione montana a rapido accrescimento ed in grado colonizzare in breve tempo declivi la cui cura, prima, era garantita magari da qualche filare di viti di un contadino che era, prima, il garante delle condizioni del territorio col risultato che c’erano meno smottamenti, meno frane, meno morti, meno soldi da spendere in emergenza.
Esatto, meno soldi per calamità: visto e considerato che comunque in fase di calamità occorre intervenire non sarebbe allora meglio incentivare queste aziende a sviluppare le necessarie tecnologie in grado di prevenirle le calamità? Non sarebbe meglio spendere per dare lavoro, crescita e sviluppo piuttosto che per allestire tendopoli, ricostruire case e seppellire defunti?
La Green Economy può effettivamente rappresentare una ripartenza a 360 gradi consentendo occupazione, sviluppo e più attenzione per le nostre vite.
Testo Realizzato per BioNotizie.com

Evgeny Antufiev, lo sciamano della siberia

Evgeny Antufiev, lo sciamano della siberia

A Reggio Emilia presso la collezione Maramotti è attesa la prima mostra di un artista eclettico e tutto da scoprire. Il suo nome è Evgeny Antufiev. Si tratta della sua prima mostra in Italia con un progetto realizzato per la Collezione Maramotti, che è stato portato a termine durante un periodo di residenza a Reggio […]

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Le settimane bianche in Italia

Le settimane bianche in Italia

In Italia si può davvero fare una vacanza invernale senza rinunciare alle comodità. Di posti in montagna fornitissimi e attrezzati ce ne sono a centinaia. Eccone alcuni. C’è Chamois, in provincia di Aosta, un paesino sospeso per aria a metà della Valtournanche. Dopo aver scelto uno dei tre alberghi rustici con vista sulla Becca di […]

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Il Mercato Immobiliare alla vigilia del Business Strategy 2013

Il Mercato Immobiliare alla vigilia del Business Strategy 2013

Il Gruppo Tree Real Estate, a cui fanno capo Gabetti Franchising Agency, Grimaldi Immobiliare e Professionecasa, si riposiziona sul mercato immobiliare presentando al Business Strategy 2013 le sue nuove strategie di servizi web oriented. Un evento in tre edizioni – 30 Gennaio, Milano; 31 Gennaio, Roma; 1 Febbraio, Napoli – dedicato esclusivamente ad agenti, collaboratori e agenzie immobiliari in area TreeRe. Una nuova visione che parte da lontano.

Business Strategy 2013 rappresenta un percorso evolutivo, un cambio di visione, fortemente voluto dal Cav. Bruno Vettore Amministratore Delegato unico di Gabetti, Grimaldi e Professionecasa, perché il mercato immobiliare è profondamente cambiato.

Dal crollo del 2008 ad oggi, un mercato in continua discesa ha portato a galla le debolezze dell’italico Real Estate. Le crisi dei bienni 2009/2010 e 211/2012 hanno spazzato via oltre il 40% del mercato, portando alla luce tutte le staticità di un sistema che non guardava più al singolo momento, adeguandosi ad esso o – perfino – anticipandolo, ma che – con il senno di poi – si bastava nella certezza di gestire un bene rifugio con strumenti e strategie consolidate che avevano superato importanti prove sul campo, come quella del crollo delle compravendite alla fine degli anni ’80 del secolo scorso.

Le criticità emerse dal 2008 ad oggi, possono essere riassunte nei punti seguenti:

  • Il sistema delle compravendite immobiliari si regge soprattutto su un driver economico, quello dei mutui. Le difficoltà di accesso al credito costringono i potenziali acquirenti a cercare vie alternative, un sottobosco di professionisti che si propone come alternativa alle agenzie immobiliari. Un’alternativa ben nota agli operatori di settore ed etichettata “fai da te”.
  • Le minori erogazioni di mutui, congiuntamente al difficile momento sociale, genera un indotto in cui l’offerta supera di gran lunga la domanda, causando di contro una contrazione dei prezzi di mercato. Così accade che il proprietario d’immobile considera troppo bassa la valutazione dell’agenzia mentre il potenziale acquirente – chi può garantire liquidità immediata – vorrebbe comprare ad un prezzo inferiore.
  • L’assenza di punti di riferimento informativi permette la proliferazione di notizie che, per quanto sviluppate in modo coerente e trasparente, mancano di criticità nell’assenza di controparti utili a creare filtro coerente. Così per un quotidiano le permute sono il salvagente, per un altro la crisi colpisce il franchising ma non le agenzie immobiliari in generale, per un altro ancora è colpa dell’IMU, delle certificazioni energetiche e via notiziando.
  • Le agenzie immobiliari si trovano con un portfolio clienti che perde periodicamente di valore e che, malgrado tutto, si trovano ancora costrette a difendere a denti stretti. Semplicemente, non conoscono modelli di business differenti da quello che non riesce più a servire il mercato. D’altra parte i clienti iniziano a lasciare la nave in bonaccia, preferendo la liquidità immediata, seppure in sotto stima, dell’indotto fai da te.

Queste sono solo alcune delle riflessioni che hanno accompagnato la storia recente dell’immobiliare e del Gruppo Tree Real Estate. Il Gruppo rappresenta la più importante holding nazionale nel mercato del franchising immobiliare, forte di un proprio osservatorio, dell’esperienza di migliaia di operatori di settore impegnati quotidianamente sul territorio. TreeRe nel corso di questi 5 anni ha subito, come tutti, il cambio di rotta del mercato ma allo stesso tempo si è attivato per mantenersi flessibile, reattivo, agli scenari che le proiezioni indicavano come più probabili. La strada è stata lunga, in alcuni casi affatto semplice. Il punto d’arrivo sempre chiaro: il nuovo posizionamento di mercato che sarà presentato al Business Strategy 2013.

Manifesto Business Strategy 2013

Per informazioni e contatti:

dott.sa Angela Patuelli; dott. Pietro Pellizzari
mail direzione [at] treere.it
Tel. +39.02.7755260

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Il castello di Melfi

Il castello di Melfi

Il nord della Basilicata è una parte d’Italia ancora poco conosciuta ai più. A causa della sua lontananza dal mare è di fatto esclusa dai tradizionali itinerari turistici. Stretta fra la Puglia e la Campania, questa terra offre invece paesaggi di rude bellezza, tra boschi, colline, valli e laghi incontaminati e nasconde gioielli artistici di […]

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Tutti in maschera: è Carnevale!

Tutti in maschera: è Carnevale!

Quella di Carnevale è la festa più pazza e godereccia dell’anno. Le sue origini sono antichissime: probabilmente, infatti, è nel mondo Romano che troviamo le sue radici. Nell’Antica Roma i festeggiamenti in onore di Bacco, detti Baccanali, si svolgevano per le strade, lungo le quali sfilavano già allora le maschere tra fiumi di vino e […]

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Marsa Alam: località di mare e di cultura

Marsa Alam: località di mare e di cultura

Avete già pensato la vostra prossima  destinazione per le partenze estive e questa volta la scelta è caduta su un lussuoso resort a Marsa Alam?
Ottimo, se il viaggio è già stato preparata, avrete indubbiamente bisogno di una serie di consiglio in relazione  le attività più divertenti che potrete fare nel corso del  vostro soggiorno.
Dovete sapere, infatti, che Marsa Alam non è soltanto  un luogo paradisiaco, che fornisce ai propri villeggianti  il massimo del riposo, ma è anche un indicato punto di partenza per numerose  affascinanti escursioni alla scoperta del territorio dei dintorni.
Così se alla tranquillità volete aggiungere  anche una serie di attività che vi consentiranno di ammirare meglio le bellezze  di questo paese, ecco quali sono gli itinerari che vi diciamo  di non perdere.
Marsa Alam si situa in un punto strategico, visto che nelle vicinanze ci sono alcuni dei luoghi più ammirati di tutto l’Egitto.
La prima gita  che indubbiamente ci sentiamo di consigliarvi è quella che vi permetterà di visitare  Luxor, antica capitale del paese e autentico  gioiello di archeologia. Qui potrete visitare  l’incantevole Tempio di Karnak e l’epica  Valle dei Re, potrete ammirare  il Tempio di Luxor o lasciarvi sedurre dai colossi di Memnone.
Altro itinerario  molto interessante  è quella che vi condurrà  sino alla bella città di Assuan, dove non dovete assolutamente perdervi il Tempio di Edfu, dedicato al dio Orus; di qui vi consigliamo di ammirare  il lago di Nasser e il Tempio di Philae dedicato alla dea Iside.
Impossibile poi non visitare  la zona  di El Quesir, dove vi consigliamo di visitare  la chiesa ortodossa progettata dagli italiani, e la moschea, senza lasciarvi scappare  il famoso  mercato di El Quesir affacciato sul mare.
Ma visitare  l’Egitto significa anche vivere la magnifica esperienza del safari, da intraprendere a bordo di una jeep o di cammelli; nel deserto potrete vedere la bellezza delle dune di sabbia e avere l’occasione di prendere un tè con i beduini.
Tral e meraviglie  naturali dei dintorni, non dimenticate  la Baia di Abu Dabbab e delle sue spiagge, mentre vi proponiamo  di dedicare almeno un paio di giornate alla scoperta del mare, dei suoi atolli e dei suoi coralli meravigliosi.
Non dimenticate , infatti, che Marsa Alam, così come la maggior parte  delle località  del Mar Rosso è un autentico  paradiso per gli appassionati di sport acquatici.

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Blu, Evergreen, Diesel

Blu, Evergreen, Diesel

Blu, Evergreen e Diesel! Questi i concetti chiave che
possono venire a mente se si pensa alla parola jeans.
Fondatore del marchio Diesel,
gioiello dell’industria tessile italiana, Renzo Rosso è noto per il successo
internazionale ottenuto con il suo marchio di abbigliamento. E’ il 1978 quando
il ventenne Renzo Rosso, della provincia di Padova, decide assieme ad Adriano
Goldschmied ( da solo poi dal 1985) di fondare un azienda di abbigliamento. Da
allora di strada ne è stata fatta tanta e in questi anni l’azienda è divenuta
un vero e proprio colosso nell’abbigliamento. Renzo Rosso ha costruito il
proprio successo rivoluzionando l’idea stessa del jeans: da semplice capo da
indossare ogni giorno ad icona di moda e di tendenza da vendere a prezzi
decisamente più alti. Il jeans Diesel si è affermato sul mercato come fashion
brand arrivando a comprendere nella produzione anche accessori, profumi e
intimo. Quando è sbarcato in America ha conquistato i maggiori trend-setter, è
comparso sulle più importanti testate internazionali, fino ad essere indossato
dalle star di Hollywood.
Il successo del brand è dovuto anche all’intuito di puntare enormemente
sull’immagine del marchio, investendo sulla comunicazione con campagne
pubblicitarie di grande impatto, avendo ben presente che l’immagine conta quanto
il prodotto. L’azienda è, tutt’oggi, presente in ogni parte del mondo con
innumerevoli punti vendita. Nella gamma Diesel è possibile trovare ogni tipo di
modello, per ogni esigenza e gusto sempre rispettando gli indirizzi della moda:
slim fit, flares (a zampa), vita alta, vita bassa. Il jeans è ormai divenuto un
vero e proprio passepartout da indossare in ogni occasione, l’importante è
scegliere che che più ci dona e meglio si adatta alle nostre forme. Oggi Renzo
Rosso continua ad inventare e reinventare modelli come fosse il primo giorno,
perché d’altronde come lui stesso racconta, la sua passione è il suo lavoro ed
il suo lavoro è la sua vita.

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