La quantita’ delle interazioni social influenza la lettura dei contenuti [RICERCA]

Sui social la corsa o rincorsa all’interazione è la gara più dura che si deve, per forza di cose, affrontare quotidianamente soprattutto quando si sta gestendo la presenza per conto di terzi. Il traguardo da tagliare è quello di raggiungere un numero sostanziale di interazioni che poi diventano la metrica universale per decretare che un contenuto è stato gradito dalla propria audience e mostrare al cliente, o a se stessi, che si sta procedendo bene nel lavoro e che probabilmente il piano editoriale dei contenuti sta funzionando. Al di là del piano editoriale, del contenuto scelto e della capacità …

La quantita’ delle interazioni social influenza la lettura dei contenuti [RICERCA]

Sui social la corsa o rincorsa all’interazione è la gara più dura che si deve, per forza di cose, affrontare quotidianamente soprattutto quando si sta gestendo la presenza per conto di terzi. Il traguardo da tagliare è quello di raggiungere un numero sostanziale di interazioni che poi diventano la metrica universale per decretare che un contenuto è stato gradito dalla propria audience e mostrare al cliente, o a se stessi, che si sta procedendo bene nel lavoro e che probabilmente il piano editoriale dei contenuti sta funzionando.

Al di là del piano editoriale, del contenuto scelto e della capacità comunicativa del community manager, oggi c’è un’altra variabile da considerare: la quantità di interazioni. Una ricerca condotta da SurveyMonkey ha preso in analisi il contenuto sulla base del successo che ha avuto con un tot numero di utenti. che è stato molto apprezzato dal pubblico ergo con un numero già sostanzioso di interazioni scoprendo che a maggior partecipazione corrisponde maggior attenzione o un maggior appeal alla lettura per chi lo guarda per la prima volta.

L’indagine è stata condotta al fine di capire le modalità di interazione degli utenti sotto l’influenza di un numero sostanzioso sul post di like, retweet e +1, quindi i canali analizzati sono stati Facebook, Twitter e Google+. Su una ricerca volontaria aperta per 5 giorni per 3000 persone, ne hanno partecipato 629 di entrambi i sessi e con un’eta compresa tra i 18 e i 60 anni senza distinzioni di reddito annuale (mediamente medio-alto) con differenti livelli di istruzione. Ad ognuno dei partecipanti è stato somministrato un questionario scelto in maniera random tra due questionari esistenti (1 e 2).

Modalità di somministrazione del questionario

Il contenuto dei sondaggi era il medesimo, per ogni canale è stato mostrato rispettivamente un post testuale per Facebook, un tweet con link per Twitter e un’immagine per Google+ ciò che variava, per ogni singolo canale, era esclusivamente il conteggio delle interazioni mostrate.

In particolare:

  • nel primo questionario, a cui hanno partecipato 374 intervistati, veniva comunicato che il contenuto aveva ricevuto un numero elevato di interazioni come in esempio:
    survey1
  • nel secondo questionario, con 255 intervistati, invece veniva comunicato che lo stesso contenuto aveva ricevuto un numero limitato di interazioni. survey2

Audience-survey

I risultati ottenuti

L’indagine di partenza ha analizzato come canale Facebook. Le informazioni che i gruppi hanno ricevuto è un testo e il numero dei like ricevuti. Per il primo gruppo i like erano pari a 451 mentre per il secondo gruppo le preferenze erano 11. Il risultato ottenuto è che, influenzati dal numero dei like, gli utenti erano più propensi a leggere quello con il numero maggiore. Eppure il contenuto era lo stesso!

influenza facebook

Medesimo risultato con Twitter e Google+. Nel caso di Twitter il contenuto del tweet era un testo con un link e nel primo questionario il testo riportava che il contenuto era stato retwittato 697, nel secondo questionario solo 6 e anche in questo caso gli intervistati hanno mostrato predilezione verso il contenuto più condiviso.

Influenza twitter

Su Google+ il contenuto sottoposto nel primo questionari, in questo caso parlava di un’immagine, era stato ricondiviso solo 312 volte mentre nel secondo questionario l’immagine riportava come conteggio solo 2 condivisioni. Provate ad immaginare il risultato? Anche su Google+ c’era accordo sul contenuto maggiormente condiviso.

influenza google+

I risultati così ottenuti hanno dimostrato che un contenuto che ha un numero sostanziale di interazioni (condivisioni, like o retweet), attira di più l’attenzione ed è più probabile che sia più notato dai contatti invogliandolo a continuare la consultazione o la condivisione.

Può esser questo processo del tutto naturale e quindi imputabile semplicemente alla natura curiosa e aggregativo/partecipativa dell’uomo? O è semplicemente un fattore di influenza? Come lo interpretate?

Per questa notizia si ringrazia:

Web in fermento

e vi invitiamo a continuare la lettura su:

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Argomenti Trattati: social media, social network, social media marketing, social network marketing

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