Social network per aziende: perché fanno la differenza

Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram sono solo alcuni dei tantissimi canali social nati e diffusisi negli ultimi dieci anni. E se fino a qualche tempo fa articolare una strategia di comunicazione efficace sui social network rappresentava un valore aggiunto, oggi in molti settori è semplicemente un’attività necessaria per non restare indietro. L’importanza dei social media è cresciuta in maniera esponenziale negli ultimi anni; essi sono strumenti eccezionali per diffondere contenuti di qualità, intercettare nuovi segmenti di pubblico e fidelizzare quelli già conquistati. Praticamente tutte le agenzie di digital pr Milano hanno ormai implementato tra i propri servizi anche quello di gestione dei social, cresce la domanda e, secondo studi di settore, la rilevanza delle piattaforme sociali sul web è destinata a crescere ulteriormente nei prossimi anni.

Pensare al pubblico

Ovviamente, gestire una campagna di social media marketing non si riduce al solo popolamento del profilo o alla mera ricerca di contatti a cui vendere i propri beni e servizi. Gli utenti, oggi più che mai, sono in grado di riconoscere la qualità dei contenuti e di quanto proposto dalle aziende e quindi di premiarla. A prescindere dai canali utilizzati, dunque, è importante mantenere il focus sempre sul pubblico, domandarsi: “cosa si aspetta di trovare la gente che la mia azienda è in grado di fornire?”. Anche qui, la risposta non sta semplicemente nel proporre la propria merce. I social servono per farsi conoscere, per dare un’idea di competenza, per ascoltare il proprio target e sopratutto per favorire l'interazione. I contenuti condivisi su Facebook e tutti gli altri strumenti devono essere pensati per creare interesse, interazioni e condivisioni. Infografiche, video, immagini dovranno essere sviluppati con l’obiettivo di rispondere a un bisogno, manifesto o latente che sia. Convertire un contatto in una vendita è l’obiettivo finale, certo, ma da perseguire attraverso una strategia più complessa.

Analizzare costantemente la propria strategia

I social network poi, hanno il grande vantaggio di tastare costantemente il polso del proprio pubblico: è possibile scoprire quali fasce orarie sono più indicate per la condivisione dei propri post, individuare quali tipologie di prodotti mediali sono più apprezzate, tratteggiare un identikit del proprio target di riferimento in relazione all’età, al sesso, alla professione, ecc., intercettare le critiche più significative. Così, i social diventano anche uno strumento di auto-miglioramento, a patto che l’attività di monitoraggio sia costante e sviluppata in maniera analitica. Per questo è fondamentale curare con particolare attenzione e dedizioni le proprie pagine sui social.

SEO Copywriting, scrivere un testo ottimizzato per il web

Saper scrivere testi SEO è indispensabile per il posizionamento sui motori di ricerca. Cinque semplici consigli a cura della web agency Optimized Group.

 

Il SEO Copywriting è la tecnica di scrittura persuasiva per gli utenti del web ed al contempo ottimizzata ai fini del posizionamento sui motori di ricerca.

 

Per comprendere chiaramente come fare a rendere visibili i vostri contenuti nelle prime posizioni della SERP di Google abbiamo raccolto alcuni pratici consigli a cura della Web Agency SEO Optimized Group la quale si occupa di incrementare business e comunicazione online per mezzo delle nuove strategie di digital marketing offrendo servizi SEO, SEM, Digital Pr e Social Media Marketing.

 

Scrivete per il lettore – Produrre contenuti di qualità ed attrattivi per il lettore è il primo passo per farsi notare online. Ottimizzare un contenuto vuol dire in primo luogo redigere un testo ben scritto, estremamente chiaro e del tutto originale.

 

Solo scrivendo un testo fruibile ed in linea con le esigenze del target di riferimento è possibile ottenere la popolarità desiderata e veder crescere il numero di visualizzazioni e condivisioni utili a rendere il contenuto virale. Per creare un contenuto di valore sarà utile, inoltre:

 

  •  scrivere contenuti di almeno 350 parole;
  •  dividere il testo in paragrafi;
  •  inserire elenchi puntati o numerati;
  •  ricordarsi di inserire un’immagine adeguata e di nominarla con le parole chiave.

 

Tag Title e Meta description – Tra i primi elementi visibili di un contenuto troviamo senz’altro title e meta description. Si tratta di strumenti essenziali per attirare l’attenzione dei lettori e spingerli a proseguire nella lettura del contenuto. Oltre a puntare su chiarezza ed interessi, tuttavia, occorre tenere conto anche di altri fattori:

 

  •  ai fini del posizionamento sui motori di ricerca è bene inserire le keyword nel tag title e nella meta descriprion;
  •  meglio optare per un title intorno ai 70 caratteri ed una meta description che non superi i 155 caratteri;
  •  la meta description non deve ripetere quanto definito nel title, ma dev’essere fonte di approfondimento.

 

Keyword, correlate e sinonimi – Indispensabile per creare un contenuto SEO friendly è la keyword. La parola chiave principale deve comparire non solo in title e meta description ma anche all’inizio del testo e, più volte, nell’ambito dei vari paragrafi. É bene che sia contestualizzata in modo naturale e senza esagerare andando incontro al keyword stuffing.

Usare un linguaggio pertinente, vario ed accurato è importante per i motori di ricerca. In tal senso tornerà utile inserire nel testo alcuni sinonimi, variazioni e keyword correlate.

 

Link – Tra le altre cose è utile inserire link interni ed esterni ad altre fonti di approfondimento utili al lettore oppure ad autorevoli siti esterni per migliorare l’indicizzazione ai fini del posizionamento. Anche in questo caso è bene non esagerare, prediligere anchor text long tail.

 

Grassetto, corsivo, sottolineato – Un testo consultabile sul web deve essere in primo luogo leggibile e fruibile pe il lettore. Per agevolare la lettura è bene mettere in rilievo parole e concetti più rilevanti attraverso caratteri in grassetto, corsivo e sottolineati. Così facendo sarà più semplice anche per il motore di ricerca individuare l’argomento trattato nel testo.

 

 

Basta col networking, inizia a creare legami veri!

Il networking oggi è una strategia indispensabile. Fare rete è fondamentale per far crescere il tuo business. Quante volte hai sentito frasi di questo tipo? E certo io non sono qui a dirti il contrario, anzi. Eppure, nonostante il tuo impegno in questa direzione, non stai ottenendo i risultati che speravi. Ma sei proprio sicuro di farlo nel modo giusto? E se fosse una questione di terminologia? Cominciamo col dare a Cesare quel che è di Cesare, che in questo caso si chiama Dr Amit Nagpal. Ho parlato di lui anche in una mia recente intervista, perché apprezzo molto il …

Basta col networking, inizia a creare legami veri!

Il networking oggi è una strategia indispensabile. Fare rete è fondamentale per far crescere il tuo business. Quante volte hai sentito frasi di questo tipo? E certo io non sono qui a dirti il contrario, anzi. Eppure, nonostante il tuo impegno in questa direzione, non stai ottenendo i risultati che speravi. Ma sei proprio sicuro di farlo nel modo giusto? E se fosse una questione di terminologia?

Cominciamo col dare a Cesare quel che è di Cesare, che in questo caso si chiama Dr Amit Nagpal. Ho parlato di lui anche in una mia recente intervista, perché apprezzo molto il suo approccio al Personal Branding, fatto non solo (e non tanto) di tecniche di marketing, quanto di una prospettiva più ampia che tiene conto degli aspetti più profondi e umani della nostra identità. Ed è proprio da alcuni suoi post, che esprimono perfettamente la sua visione, che prende spunto questa mia riflessione.

Dal fare network allo stabilire legami

Al motto di “fare network è fare business” hai partecipato a quanti più eventi possibili, hai incontrato quante più persone possibile, ti sei iscritto in tutti i canali social online accumulando contatti, “amici”, follower, certo che fra loro ci sarebbero stati i collegamenti giusti per aprirti le porte del successo. Ma ora, mentre scorri nella tua bacheca Facebook nomi di persone che nemmeno ricordi di aver conosciuto, ti difendi quotidianamente dallo spam che ricevi da LinkedIn, impili decine di biglietti da visita che sono solo tanti cartoncini colorati, sei proprio sicuro che quel tipo di networking ti sia stato utile? Sarebbe come piazzarti ogni sera di fronte ad un locale famoso sperando, prima o poi, di incrociare una star: anche se, un giorno o l’altro, ti capitasse di incontrarla, il tempo e le energie sprecate sarebbero troppe, no?

Creare un network smisurato ma del tutto impersonale non ha alcuna utilità, quello a cui devi mirare è creare dei legami veri con le persone che ti interessano. Se crei legami veri con un numero più limitato di persone (diciamo 40/50) che a loro volta credono nell’importanza di rapporti significativi e sono in relazione con altre 40/50 persone, questo gruppo di persone, fortemente legate tra loro, comprenderà 2000-2500 professionisti di alto livello e ti permetterà di avere le referenze per trovare fornitori, partner, e ottenere lavori in linea con le tue aspettative.

Questo tipo di legami richiede tempo e impegno, non può essere affrettato o improvvisato e, soprattutto, richiede attenzione e intenzione in ogni tuo atto: il modo in cui rispondi all’email, il modo in cui parli al telefono, come saluti, ogni tua piccola azione conta. Quanto più le persone con cui ti relazioni sono importanti (dirigenti, top manager, giornalisti affermati, personaggi pubblici, etc.) tanto più avranno un’alta considerazione di sé e osserveranno attentamente il tuo modo di interagire con loro.

Il modo migliore per stabilire legami significativi è iniziare con piccoli gesti incondizionati, che non richiedono nulla in cambio (o almeno nulla nell’immediato), perché il legame si fondi sulla collaborazione sincera, sulla fiducia e sulla generosità. La confidenza, la profondità, la comprensione reciproca fanno di un rapporto un legame significativo, e queste si sviluppano solo senza fretta e senza un ordine del giorno stabilito.

I Brand maturano nel corso del tempo, come un matrimonio. Il legame che senti col coniuge è diverso rispetto a quando vi siete conosciuti la prima volta. L’eccitazione e la scoperta sono sostituite dalla confidenza e dalla profondità.

Gary Vaynerchuk

Stabilire legami online

I Social Media sono degli ottimi “ambienti” dove creare legami significativi, anche con persone influenti e rilevanti, grazie all’annullamento delle distanze permesso dal Web, a patto che li utilizzi per mostrare interesse autentico nei loro confronti, e non come canali di auto-promozione. Come dice Jeff Bullas, uno dei massimi esperti in materia di Web Sociale, per costruire relazioni con gli influencer online “mostra attraverso le tue azioni che rispetti il loro lavoro, affari, tempo e privacy”.

Ascoltare quello che i tuoi contatti dicono, leggere (e condividere) gli articoli che pubblicano, cercare di capire il loro modo di pensare, sono i primi passi per entrare in relazione. Se poi senti che con le tue competenze puoi aiutare qualcuno, fallo, questo ti aiuterà ad acquisire credibilità. Inoltre, rendere più personale la relazione, ad esempio proseguendo una conversazione nata su un Social Network su Skype o, addirittura, proponendo (quando possibile) un incontro offline, rafforzerà il legame.

Fondamentale, poi, è che tu abbia sviluppato un chiaro Brand Personale online, perché la tua reputazione spesso ti precede. Anche se ti relazioni con centinaia di persone (on o offline), ma la tua offerta non comunica loro alcun valore, il tuo lavoro di networking sarà vano.

Ciascuno di noi è alla ricerca di rapporti reciprocamente vantaggiosi e la tua credibilità online può aiutarti ad ottenere più velocemente fiducia dai tuoi interlocutori, rendendo più facile la creazione di un legame. Se hai saputo comunicare la tua unicità, la tua Proposta Unica di Valore, i tuoi punti di forza e talenti (attraverso la tua presenza online), ti diventerà molto più facile conquistare stima e credito e ampliare il tuo business (molte volte mi è capitato, di fronte ad un potenziale cliente, di sentirmi dire “leggo il tuo blog”, oppure “ti seguo sui Social”, o anche solo “ho fatto una ricerca su di te su Google”).

Storytelling ed Empatia

I legami non sono mai puramente razionali, hanno bisogno di una componente emotiva, perciò lo storytelling è uno degli strumenti più potenti per creare legami significativi, sia on che offline. Come ribadito nel nostro Quaderno degli Esercizi dell’I.P.E.R. Formula™, il racconto riesce a trasmettere insieme informazioni ed emozioni, attrae l’attenzione di chi ascolta e lo rende più ricettivo ed empatico. La narrazione, quindi, è uno dei modi migliori per rompere il ghiaccio (e per formare legami affettivi poi), perché esprime interessi ed esperienze comuni, avvicina le persone e rimane nella memoria, contribuendo così a creare e mantenere i legami.

Ma c’è differenza tra una semplice storia e una grande storia, differenza che è data principalmente dalla cura (un buon racconto richiede revisioni e modifiche reiterate) e dal coinvolgimento delle emozioni superiori. Le emozioni superiori si distinguono perché vanno al di là dell’Io, mentre quelle inferiori, o basilari, si concentrano e si esauriscono nell’Io stesso. Per capire meglio, prova a pensare alla differenza tra menefreghismo (non provare interesse per l’altro) e neutralità (vedere oltre il contingente e scegliere di non schierarsi), o tra orgoglio (ritenersi superiori ed entrare in competizione) e autostima (riconoscere il proprio valore ed essere sicuri di sé) o, ancora più semplicemente, tra sesso (pulsione istintiva che può rimandare anche a brutalità e violenza) e fare l’amore (la bellezza dell’amore fisico tra due persone che si amano). Nel raccontare una storia, ad esempio, aprire con “Lasciate che vi racconti qualcosa che vi sarà sicuramente d’ispirazione” pone l’accento sul vantaggio per chi ascolta e inizia ad ispirare il pubblico fin da subito.

Le emozioni superiori si basano sulla consapevolezza e coscienza di sé, e sulla capacità di entrare in empatia con gli altri, e nei legami interpersonali ci aiutano a capire le esigenze del nostro interlocutore e a mettere in atto la risposta più adeguata. In ambito professionale tendiamo ad essere essenzialmente logici e razionali, ma qualsiasi rapporto, anche di lavoro, non può escludere le componenti emotive per essere efficace (a questo proposito ti suggerisco di leggere i testi sull’intelligenza emotiva di Daniel Goleman, in particolare Lavorare con Intelligenza Emotiva).

Perché il networking diventi creazione di legami significativi è necessario che, oltre ad un iniziale interesse comune, entri in gioco la condivisone di emozioni superiori e che, quindi, il business si umanizzi, per trasformare i rapporti professionali (B2B o B2C) in relazioni da umano ad umano (H2H).

Human to Human

Alcuni semplici consigli ed esempi

Probabilmente ora ti starai chiedendo come fare a stabilire legami profondi online e sui Social Media. Ogni piattaforma, ogni individuo, ogni rapporto richiede un approccio unico e personale, ma ci sono alcune linee generali che puoi seguire:

  1. nelle conversazioni sui Social, in particolare su Twitter, mostra interesse autentico per gli altri, invece di utilizzarli solo per auto-promozione;
  2. esprimi il tuo apprezzamento genuino e sincero per gli altri, commentando i loro post e rispondendo ai loro commenti sui tuoi;
  3. in particolari occasioni emotivamente più forti (compleanni, anniversari, importanti eventi personali e di lavoro) è più facile entrare in empatia con chi sta vivendo quell’evento;
  4. sii personale nel tuo modo di comunicare, ad esempio per il compleanno di qualcuno, non limitarti a dei semplici auguri ma inviagli un contenuto (un’immagine, una canzone, un video) che sia in linea coi suoi gusti;
  5. quando possibile, porta la conversazione ad un livello più personale ed esclusivo, spostandola su Skype o in un Hangout, così avrai anche la possibilità di un contatto visivo;
  6. per un cliente particolare, magari il tuo primo cliente, o per un partner speciale, pubblica un post sul tuo blog che racconti i ricordi migliori così da rafforzarne il legame.

Ma, soprattutto, lascia che on e offline si integrino a vicenda.

Per esempio, personalmente ricordo ancora quando, un po’ di tempo fa, ho tanto apprezzato il post di una blogger non (ancora) molto conosciuta, l’ho commentato e poi discusso con l’autrice. Poi, a distanza di qualche mese, abbiamo avuto modo di incontrarci e siamo finiti a parlare per ore, e ora siamo qui, dopo altri incontri, idee, lunghe chiacchierate, a lavorare concretamente ad un bellissimo progetto comune.

Oppure quando, all’inizio del percorso di Sestyle, abbiamo conosciuto un gruppo di ragazzi di Urbino, pieni di energia e iniziativa, e abbiamo condiviso un taxi, per risparmiare e continuare a scambiarci opinioni e idee, per scoprire poi che stavano anche loro lanciando la loro “creatura” con quello strano nome che faticavo a pronunciare, e finire ad Urbino, dopo un paio d’anni, per collaborare ad un seminario, passando altre splendide serate che hanno rafforzato quel legame.

Ma tanti sarebbero ancora gli esempi che potrei farti, rischiando di dimenticare e far torto a qualcuno (una doccia a Ferrara, un matrimonio a Cremona, una pizza napoletana a Gorizia, un pranzo giapponese a Londra, una camminata sotto la pioggia a Bologna, una corda tesa a Cesenatico, una macchina in panne di ritorno da Bolzano, le confidenze “cuore in mano” ad un aperitivo milanese, una foto a Riva che ora è il mio avatar, un brindisi via webcam che è diventato un abbraccio inaspettato, una lettera/racconto dopo un’epidemia di Zombie, un vampiro e consorte ad un DJ set, due pazzi torinesi che attraversano il nord-italia per un week-end assieme, le lacrime per la partenza da Treviso di un collega che era diventato un amico, una lunga chiacchierata romana tra scenari cyber e cinema taiwanese e, ancora a Roma, una pajiata a luglio parlando di esperienze mistiche, un aperitivo sul lungo Tevere, un gelato allo zabaione a Fontana di Trevi…) tutti con un elemento comune, la totale complementarietà di on e off line che ha consolidato legami che da professionali sono diventati personali ed affettivi.

E allora? Sei ancora convinto che fare network significhi accumulare ennemila contatti sui social? O che i rapporti veri possano nascere esclusivamente offline? Fossi in te approfitterei di questo periodo estivo, in cui i ritmi rallentati delle vacanze lo permettono, per rivedere la tua strategia di networking, e poi iniziare a fare diventare i tuoi contatti legami veri. E magari, poi, raccontaci la tua esperienza commentando questo post.

Buone vacanze e… buoni legami ;)

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Sestyle – Personal Branding made in Italy

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Argomenti Trattati: social media, social network, social media marketing, social network marketing

Marketers ancora fermi al funnel

Un paio di giorni fa ho incrociato l’articolo Marketing Can No Longer Rely on the Funnel sul blog dell’Harvard Business Review. Correttamente, gli autori mettono in discussione alcuni concetti centrali del marketing degli ultimi anni, ossia il Funnel ma anche il Customer Decision Journey proposto da McKinsey omai nel 2009. Riporto un paio di passaggi molto interessanti dell’articolo: One of the most critical weaknesses of the Customer Decision Journey is the connection between purchase and advocacy. Almost every marketer we spoke to described how social media has disconnected advocacy from purchase. (…) In today’s marketing landscape, …

Marketers ancora fermi al funnel

Customer journeyUn paio di giorni fa ho incrociato l’articolo Marketing Can No Longer Rely on the Funnel sul blog dell’Harvard Business Review.

Correttamente, gli autori mettono in discussione alcuni concetti centrali del marketing degli ultimi anni, ossia il Funnel ma anche il Customer Decision Journey proposto da McKinsey omai nel 2009. Riporto un paio di passaggi molto interessanti dell’articolo:

One of the most critical weaknesses of the Customer Decision Journey is the connection between purchase and advocacy. Almost every marketer we spoke to described how social media has disconnected advocacy from purchase. (…)

In today’s marketing landscape, people can experience a brand in many ways other than purchase and usage of a product. These include live events, content marketing, social media, and word-of-mouth. (…) In today’s digital age, advocates aren’t necessarily customers. Marketers who think that advocacy comes after purchase are missing the new world of social influence.

L’articolo suggerisce nuovi modelli, tra i quali il Customer Engagement Journey utilizzato da Visa. Ricordo che anche Brian Solis aveva elaborato un intelligente Dynamic Customer Journey già due anni fa.

Eppure vedo molti marketers elaborare le loro strategie facendo ancora riferimento a modelli piatti, lineari, in cui non vedono altro che un percorso cronologico che va dalla fase di consideration a quelle della loyalty e dell’advocacy. Evidentemente non è più così: il customer journey è dinamico, fluido, anche molto differente in funzione dei diversi tipi di consumatori.

Una cosa è certa: ogni strategia di marketing e comunicazione non può che partire dalla mappatura del customer journey e, per ogni touchpoint del journey, andranno realizzati contenuti verticali e iniziative coerenti con la fase in questione.

Per questo articolo si ringrazia:

Mauro Lupi’s blog

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Marketers ancora fermi al funnel

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Argomenti Trattati: Marketing

La SEO e l’importanza dei segnali sociali

Preventivo SEO

Molti pensano che realizzare il sito web della propria attività, basti a trasformare i visitatori in clienti. Non è proprio così.

Ovviamente, chi la pensa in questo modo è rimasto con la mente alla fine degli anni ’90, e non ha la minima idea di come funzioni il web e di come si faccia impresa online. Mentre agli albori del web l’importante era esserci, perché la “concorrenza” era minima, oggi realizzare un sito, magari anche bellissimo da un punto di vista grafico, non basta.

L’importanza della SEO

Senza una precisa strategia di comunicazione non riuscirete ad ottenere quanto desiderato. A fare veramente la differenza è una corretta attività SEO (Search Engine Optimitation), ovvero l’ottimizzazione di un sito web per i motori di ricerca. Google su tutti.

Preventivo SEO

La SEO si basa sull’algoritmo di Google che privilegia le pagine web con più link ad esse indirizzati. Comprenderne in pieno le funzionalità è pressoché impossibile, essendo un brevetto segreto della Big G, ma esistono una serie di strumenti e attività, che aiuteranno certamente a far crescere il proprio sito web o blog.

Anche se oggi tutti si professano esperti della materia, ma quest’attività non è per niente semplice, perché presuppone competenze trasversali che vanno dalla programmazione web al content management, passando per il copywriting e il social media management. L’improvvisazione potrebbe anzi portare persino ad una serie di penalizzazioni, dalle quali sarebbe poi difficile uscire, meglio quindi rivolgersi a chi conosce la materia, richiedendo un preventivo SEO.

A proposito, da qualche anno a questa parte, il traffico web si muove molto anche attraverso i social network, dove ognuno di noi tende a leggere e condividere link di articoli, video, foto e contenuti che abbiamo apprezzato. Di conseguenza, gli esperti di SEO hanno dovuto affrontare questi cambiamenti, “ottimizzando” il loro lavoro.

I risultati delle ricerche su Google, oggi, riportano spesso in prima pagina contenuti presenti su account social, rendendo sempre più importante l’attività di SMM.

I segnali sociali e la loro importanza

Al centro dell’attenzione delle agenzie SEO sono i cosiddetti segnali sociali, ovvero ciò che succede su Facebook, Twitter e altri social network relativamente ad un contenuto. In poche parole, se l’articolo postato sul tuo blog riceve moltissimi Like, Share, RT, condivisione su LinkedIn e così via, quel contenuto agli occhi di Google acquisterà valore, facendolo salire nei risultati.

Social Media

Questo vale in particolare per Google Plus, il social network dell’azienda di Mountain View, che, dopo un periodo di scarsa diffusione e utilizzo, ha registrato negli ultimi mesi una crescita importante. Essendo un proprio prodotto, Google ne privilegia i contenuti, posizionandoli sempre tra i primissimi risultati delle ricerche.

Anche se molto dibattuto e oggetto di infinite discussioni online, quello dei segnali social è ancora un discorso complesso e parziale, in quanto non sono disponibili dati statistici precisi, ma è fuor di dubbio che quanto più un contenuto viene veicolato sui social media, maggiore sarà la possibilità di portare traffico al proprio sito web o blog; quindi, vale la pena di prestare attenzione a questo fenomeno.

Anche se fino a meno di un anno fa esisteva un fortissima contrapposizione tra gli esperti SEO, convinti che la loro attività fosse l’unica in grado di portare risultati tangibili, e quelli di SMM, secondo i quali invece il traffico di contenuti sui social network rappresenta il futuro dell’ottimizzazione sul web, oggi si può quasi parlare di un duo, che potremmo chiamare “Seo & Social”, dalle potenzialità enormi.

Un elemento su cui quasi tutti tendono a concordare è che, nonostante la crescita esponenziale dell’importanza dei segnali social, ai quali bisogona prestare sempre molta attenzione, non si può e non si deve ridurre l’attività SEO, perché senza di essa l’ottimizzazione del proprio sito web diminuirebbe sensibilmente.

Di conseguenza, una miscela di SEO “tradizionale” e SMM potrebbe essere la soluzione migliore.

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Ninja Marketing, il punto di riferimento nell’innovazione nel marketing e nella comunicazione.

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Argomenti Trattati: Marketing non Convenzionale, Unconventional Marketing

8 plugin di WordPress per rendere il vostro sito sempre più social

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Argomenti Trattati: Marketing non Convenzionale, Unconventional Marketing

Le lezioni che il social può imparare dal customer service

Mi piacciono le metafore e apprezzo le infografiche quando sono pensate per rappresentare bene dati e concetti (e non per sparare grafici a caso). Quindi segnalo volentieri questa infografica che riprende alcune regole del customer service e le propone come soluzioni anche per il social media marketing. Tanto è questione di qualche anno ancora e social media e customer care coincideranno…

Le lezioni che il social può imparare dal customer service

Mi piacciono le metafore e apprezzo le infografiche quando sono pensate per rappresentare bene dati e concetti (e non per sparare grafici a caso). Quindi segnalo volentieri questa infografica che riprende alcune regole del customer service e le propone come soluzioni anche per il social media marketing.

Tanto è questione di qualche anno ancora e social media e customer care coincideranno…

10 Lessons That Social Can Learn From Traditional Customer Service

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Le lezioni che il social può imparare dal customer service

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Argomenti Trattati: Marketing

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A tu per tu con Rachele Zinzocchi per #stopwebviolence

I Ninja intervistano Rachele Zinzocchi, Community Manager & Social Media Manager per 3 Italia, che svela come contrastare la violenza sul web grazie alle strategie di social care.

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